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Nort Beachwear

  /  Blog   /  La storia del Beachwear, dalle camicie di lino al Burqini

La storia dei costumi da bagno è in realtà molto lunga, fino al 17° secolo gli uomini nuotavano nudi, ma le donne indossavano lunghe camicie di lino. I primi veri costumi da bagno che seguirono erano fatti di lana e cotone e piuttosto pesanti quando erano bagnati. Anche i colori erano inizialmente molto semplici: rosso, blu o nero, e coprivano tutto il corpo non solo per decenza, ma anche perchè avere l’abbronzatura non era affatto di moda a quei tempi, ti faceva sembrare un ‘contadino’.

Il costume da bagno intero ha origine alla fine del 1800 e fu una pietra miliare nella storia. Sia per gli uomini che per le donne, aveva un colletto e pantaloni che arrivavano sopra le ginocchia.

Nel 20° secolo arriva un’invenzione esplosiva: il bikini. Tanto che una famosa nuotatrice australiana (Anette Kellerman) fu arrestata nel 1907 per aver indossato un costume da bagno a due pezzi su una spiaggia americana. I primi costumi da bagno che rivelavano la schiena furono disegnati negli anni ’30, cosa che all’epoca era ancora molto audace.

Fu solo dopo la seconda guerra mondiale che due francesi inventarono il bikini moderno, che mostra l’ombelico e fu la prossima pietra miliare nella storia dei costumi da bagno. Nel 1946 Jacques Heim inventò per primo l'”Atome”, chiamato così perché era un costume da bagno a due pezzi molto piccolo. Poi un ingegnere di nome Louis Réard, fece in modo che il suo costume da bagno fosse ancora più piccolo e chiamò il suo costume a due pezzi ‘Bikini’, dall’isola di Bikini dove quell’anno aveva avuto luogo un test nucleare. Réard voleva che l’eccitazione per il suo nuovo costume da bagno Bikini fosse altrettanto ‘esplosiva’.

Il francese aveva ragione: fu uno shock per il mondo vedere il bikini sexy su una passerella parigina per la prima volta. L’invenzione fece dimenticare a tutti l”Atome’ e il ‘Bikini’ divenne il nome generico dei costumi da bagno a due pezzi in Europa. Ci volle un po’ di tempo perché il resto del mondo prendesse in simpatia i bikini e inizialmente furono vietati negli Stati Uniti e nei paesi cattolici.

Negli anni ’50 la forma femminile fu sempre più riconosciuta con reggiseni incorporati e una vita accentuata per i costumi da bagno. Ma gli slip arrivavano ancora sopra l’ombelico e i top coprivano completamente il busto. Gli uomini cominciarono a indossare costumi di nylon, soprattutto pantaloncini. Alla fine degli anni ’50 fu inventata la Lycra, che li rese molto più resistenti, comodi da indossare e più facili da asciugare.

Questo timido atteggiamento cambiò durante la rivoluzione sessuale degli anni ’70, quando la storia cambiò per sempre. I top dei bikini erano ormai poco più che reggiseni. Anche l’abbronzatura era diventata popolare, quindi più pelle veniva rivelata, meglio era.

Alla fine degli anni ’70 tornarono i costumi interi, ma questa volta a taglio alto, mostrando i fianchi. Negli anni ’80 fu introdotta la rete trasparente e i bikini in topless furono accettati. Fu anche il decennio del perizoma-bikini o ‘brasiliana’.

Alla fine del 20esimo secolo l’attenzione si spostò di nuovo sulla praticità e velocità e i classici interi furono di nuovo comunemente indossati, mentre i bikini succinti erano ancora in voga per la spiaggia. Gli anni ’90 videro l’introduzione del ‘Tankini’ per le donne: una canottiera e uno slip da bikini combinati.

Nei primi anni 2000 non c’è limite alla gamma di costumi da bagno che si possono acquistare. I produttori disegnano tutti i tipi di costumi da bagno per tutte le forme e taglie. È il decennio del ‘mankini’ e del ‘burqini’, ma non pensate che abbiamo visto tutto!

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